|
Sdg - Il forum La sfaccimma di tutte le community da Garbage City
|
| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
Don Pedro de Toledo Paracazzo ingegnato


Registrato: 29/02/08 03:24 Messaggi: 116 Residenza: “Abbascio â Chiaja”- Quartiere perbene SdG (paracamorrista only)
|
Inviato: 6 Mar 2008 - 0:58 Oggetto: 'E figglie so' ppiezz 'e core a Nnapule. Nel 1700,1800, 2008 |
|
|
| Citazione: | TORRE DEL GRECO (Napoli) - Le due donne sono eleganti e distinte, indossano capi firmati e borse griffate. Nemmeno l'ombra di un'inflessione dialettale, modi garbati e acconciatura "fresca" di parrucchiere. Infine, apparentemente disposte a spendere un bel gruzzoletto di euro: due clienti ideali, insomma, il sogno di tutti i titolari di negozi d´abbigliamento all´ultima moda.
"Posso vedere quella gonna in vetrina?": basta una banale richiesta per far scattare il piano criminale, attirando l'interesse delle addette alla vendita. Che prese dalla necessità di soddisfare le pretese delle disinvolte quarantenni, non prestano troppa attenzione al bambino che accompagna la coppia di amiche.
E' alto poco più di un metro e ha circa 7 anni il nuovo incubo dei commercianti della periferia cittadina: un piccolo dalla faccia d'angelo e dalla parlantina spigliata, ma soprattutto dalla mano veloce e precisa. Degna del miglior Arsenio Lupin in erba. Un ladro in fasce capace di mettere a segno almeno tre colpi in una settimana tra gli scaffali dei negozi di via Nazionale.
L'ultimo, in una nota boutique a due passi dall'incrocio con via De Gasperi, dove il baby mariuolo ha rastrellato le borse delle due commesse, impegnate a seguire gli svolazzi modaioli delle due false clienti. (metropolisweb.it) |
_________________ Don Pedro de Toledo
Il sonno della Ragione, della Coscienza e della Memoria genera i Napos; e per voi non ci sarà più scampo. Ci sarà solo Scampìa.
L'ultima modifica di Don Pedro de Toledo il 28 Mar 2008 - 18:39, modificato 2 volte |
|
| Top |
|
 |
Don Pedro de Toledo Paracazzo ingegnato


Registrato: 29/02/08 03:24 Messaggi: 116 Residenza: “Abbascio â Chiaja”- Quartiere perbene SdG (paracamorrista only)
|
Inviato: 6 Mar 2008 - 1:04 Oggetto: 'E figglie so' ppiezz 'e cora a Napule.Nel 1700,1800,2008-II |
|
|
SCUOLA DI LADRONECCIO
“ ..La fama che godevano i Napoletani come ladri era talmente radicata nel mezzogiorno del nostro paese - Napoli fu capitale del Regno più esteso d’Italia sin dal 1263 - che i familiari di qualsiasi buon villano necessitato a recarsi in Napoli raccomandavano intimoriti “ Sii tutt’occhi ! Napoli è zeppa di ladri ! ” ed i più prudenti tra essi , prima di partire, si facevano cucire dalle nipotine fra le pieghe dei calzoni le monete d’oro ed introdurre fra le scarpe e le calze quelle d’argento.
Affinché non si dica che tale precauzione fosse dovuta alla dabbenaggine di quei paesani sempliciotti, si prega il lettore di prestar ben attenzione ai varii editti emanati dai Governi ai quale a quei tempi era soggetta questa parte della penisola che riporterò di sèguito.
I ladri della capitale erano talmente ambiziosi a spavaldi che per rendersi superiori a quelli degli altri paesi pensarono di fondare delle scuole di ladroneccio per lucrare anche sull’insegnamento dei delitti .
Parigi non è il cervello delle Francia? Napoli, dell’Italia del Sud.
Per far parte di tale istituzione l’individuo doveva aver non meno di 7-8 anni ed esser presentato al Masto ( maestro) o direttamente dai genitori o da qualche persona di fiducia di costoro, i quali si obbligavano a versare al direttore di dette scuole, ad ogni primo di mese, due carlini ( £0.75), onorario meschino se si considera che il detto maestro non insegnava ai suoi scolari il comune abbecedario, ma il mezzo di come guadagnarsi il pane quotidiano senza il sudore della fronte.[ Nota: si parla qui di ‘carlini’ quindi dei tempi del Regno dei Borbone, lungo tutto il 1700 e se ne dà il controvalore in Lire Italiane contemporanee all’autore , fine ‘800 – ndr ]
Appena il fanciullo entrava a far parte della comunione dei ‘Saccolari’ imparava prima il gergo e poi il regolamento scolastico: questo constava di 15 articoli e di una serie di vocaboli di nuovo conio colla spiegazione in lingua napolitana della plebe.
Regolamento e gergo si trovavano scritti sopra una tabella a mo’ di carta geografica appesa alle pareti della classe.
Madiante continui esercizi di ripetizione che i ragazzini facevano tra loro, anche quelli di non pronta memoria riuscivano ad imparare ogni cosa nello spazio di alcuni mesi.
Un coadiutore di scuola, pagato dal Masto, si occupava della disciplina scolastica e della interpretazione degli articoli.
Quando il coadiutore era sicuro che gli alunni e lui affidati potessero passare all’applicazione ne teneva informato il masto, il quale ordinava che quelle creaturine venissero sottoposte ad un esamino in cui dovevano dar prova di ‘segretezza’ , di esser buoni ‘corsajuoli’ , e di avere l’indice ed il medio di ambo le mani di egual lunghezza ( sic!).
La prova della ‘segretezza’: si faceva incontrar al ragazzino un qualche componente adulto e scaltrito delle bande già all’opera, il quale, con regalini e raggiri, doveva cercar di strappar i segreti delle tecniche imparate a scuola all’aspirante alla patente di ‘mariulizia’.
Se il fanciullo si mostrava scaltro allora l’interrogante accanto al nome sul registro scriveva: ‘volpe’; se invece si faceva coglier d’inganno ed era fiducioso del prossimo, vi si segnava: papera.
Del risultato se ne dava conto al masto; nel primo caso il masto si felicitava col padre dell’alunno astuto, per aver procreata una pianticella disposta al buon frutto; nel secondo caso, si mostrava dolente del cattivo risultato ed induceva l’afflitto genitore a insegnar al figliolo altro mestiere per campare, benchè meno virtuoso.
La prova della resistenza alla corsa ( corsajuoli) si faceva quasi sempre sulla spiaggia preso i Granili [nota: cioè, sulla spiaggia di Vigliena, a via Reggia di Portici, dove oggi sono i grandi raccordi autostradali di San Giovanni a Teduccio sulla via Marina e allora vi erano gli enormi granai della capitale – ndr]
Il masto premiava con qualche ciambella gli abili e puniva con calci i meno veloci.
Per esser ammessi alla prova del ‘gancio’ era necessario che il dito indice fosse della stessa lunghezza del dito medio. Se le due dita avessero conservata la lunghezza dispari che madre natura ci dona anatomicamente, gli aspiranti mariuoli non avrebbero potuto sfilare gli oggetti dalle tasche con impercettibil tatto.
Questa lesione anatomica era nelle menti candide dei fanciulli dote la più agognata perchè godevano dell’approvazione degli adulti e allora si torturavano essi stessi le dita e se le stiracchiavano cercando di appaiare l’indice al medio.
Noti mariuoli mi hanno riferito che molte madri, prevedendo la vocazione dei loro figliuoli , stiravano ad essi, fin da quando erano in fasce, le ditine a scopo di evitare perdite di tempo o fallimenti nel mestiere all’età giusta della fanciullezza. E devesi a tal pratica la giaculatoria locale ‘ Da le deta longhe, libera nos Domine ! ‘
L’alunno , ottenuta la licenza, passava all’applicazione.
Di tali scuole , fino al 1783, Napoli doveva contarne proprio parecchie, poiché i diplomati che ogni anno ne erano dimessi erano sì gran numero da incutere gran paura in Re Ferdinando IV di fronte a questi veri e propri battaglioni di marijuoli e così da fargli promulgare il lunedi 7 aprile 1783 nei luoghi deputati ad affissione il seguente editto :
FERDINANDO IV
PER LA GRAZIA DI DIO RE DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME, INFANTE DI SPAGNA, DUCA DI PARMA,PIACENZA E CASTRO E GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA
“ Per porre in buon ordine codesta popolosa e gran Capitale, per tenere in disciplina i vagabondi e i malvagi e per accertare la sicurezza dei cittadini e la felicità della civitate che sono oggetto della nostra paternale compiacenza, sebbene prescrivemmo colla prammatica del lunedi 6 gennaio 1779, Santa Epifania del Signore Dio, molto salutari ed efficaci espedienti, e demmo la norma di una ben regolata polizia, pur ciò non ostante, e malgrado l’attenzione , lo zelo, la vigilanza dei Magistrati, non si vede frenata l’audacia dei ladri volgarmente detti Saccolari e Borsajuoli, il cui reato, pur non sembrando grave a prima vista, merita la nostra sovrana attenzione per lo molesto e continuo danno che arreca ai sudditi e per la molteplicità degli atti e l’incorregibil malizia dei rèi, che insultano la Giustizia anche in pieno giorno e nei luoghi più custoditi e frequentati.
Un delitto cosi agevole a commettersi e istantaneo resta per lo più impunito per la malagevolezza delle prove e per l’implicanza delle formalità giudiziarie. Ciò stante, ci disponiamo ora a determinare la certezza della pena e diminuire le solennità giuridiche.
[…] Vogliamo e sovranamente comandiamo che dal dì della pubblicazione di tale editto, siano sottoposti alla pena di due tratti di corda [ cioè: tortura dello stiramento degli arti ] i ladri Borsajuoli o detti Saccolari, qualora costoro recidivando nel delitto rùbino per la seconda volta. E per assicurare l’esistenza del primo furto e l’identità del rèo, vogliamo che si richieda il processo fiscale del primo furto, colla prova almeno indiziaria a tortura contro il rèo: nulla importando più che tale processo non sia completo, e che nel medesimo il ladro non sia stato costituito, né abbia avuto difese, né sia stato condannato. E la stessa pena si intenda debba esser comminata ogni qual volta il rèo inciampi nello stesso delitto ” _________________ Don Pedro de Toledo
Il sonno della Ragione, della Coscienza e della Memoria genera i Napos; e per voi non ci sarà più scampo. Ci sarà solo Scampìa.
L'ultima modifica di Don Pedro de Toledo il 28 Mar 2008 - 18:44, modificato 1 volta |
|
| Top |
|
 |
Don Pedro de Toledo Paracazzo ingegnato


Registrato: 29/02/08 03:24 Messaggi: 116 Residenza: “Abbascio â Chiaja”- Quartiere perbene SdG (paracamorrista only)
|
Inviato: 6 Mar 2008 - 1:08 Oggetto: 'E figlie so' ppiezz 'e core a Napule.Nel 1700,1800,2008-III |
|
|
SCUOLA DI LADRONECCIO - (SEGUE)
La scoperta delle scuole di Saccolari doveva riuscire a quei tempi ai Governi, difficilissima, perché fra Camorra a Polizia c’era accordo perfetto , essendo gli interessi gli stessi, cioè : eguaglianza nella divisione delle cose rubate.
Tale costumanza si trasmise fino al 1860, quando mio zio Filippo de Blasio, nominato Questore di Napoli, di notte e senza alcuna compagnia visitò di soppiatto le sedi delle Ispezioni di P.S. ed una mattina , verso le 5, nel caffè di Porta Capuana sentì parlar di furti che i camorristi mescolati alle guardie di Pubblica Sicurezza da Liborio Romano avevano perpetrati quella notte e la spartizione che se ne doveva fare
[ nota (don) Liborio Romano; il 27 giugno 1860, mentre Garibaldi si avvicina a Napoli e Francesco Il è riparato a Gaeta, il ministro di polizia Liborio Romano ricorre scopertamente e decisamente alla camorra per fronteggiare il vuoto dei poteri e per evitare violenze, disordini, saccheggi. Liborio Romano, infatti, mobilita la "bella società" e dà incarico al suo capo, De Crescenzo ( il famosissimo Tore ‘e Criscienzo) , di costituire addirittura un nuovo corpo di polizia, la "guardia cittadina", col compito di imporre l'ordine alla mala napoletana. La "guardia" non veste alcuna uniforme, ha solo inalberato una coccarda tricolore sul cappello. Il piano di Liborio Romano è attuato. La camorra diventa padrona di Napoli e assicura il passaggio dai Borboni ai "piemontesi".
L'unificazione d'Italia è quasi completata, manca solo Roma. A Napoli si è presto capito da chi è formata la "guardia cittadina", e Silvio Spaventa, nuovo Ministro dell'Interno, ritira le coccarde e manda a casa i camorristi. Nel 1862 si vedrà costretto a dichiarare lo stato d’assedio alla città attuando vere e proprie purghe e deportazioni dato il numero incontrollabile di affilaiti alla camorra. ‘Tore De Crescenzo e la sua organizzazione abbandonano l'attività di "polizia", ma non quella di camorristi... infoLink :
http://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/1985/II/art/R85II014.html - ndr ]
“ In cosa consista una scuola di applicazione di cui faccio qui parola, il lettore lo rileverà dal seguente documento inviato il venerdi 12 ottobre 1821 dal Commissario di Sezione del quartiere Mercato al Prefetto di Polizia del re Ferdinando II di Borbone:
“ Eccellenza,
Dopo non poco lavorìo mi è riuscito di sorprendere alla strada Rua Francesca il noto delinquente Giordano Raffaele intento ad istruire nella scuola di ladrerìa 5 ragazzuoli che hanno nome : Vitale Annibale, Samuela Grazidei, Giovanni Esposito, Saverio Mastrobuono, Cosimo Frezza.
La casa dove imapravano a rubare è quella abitata da Rosaria Galante , detta la Ciancella.
Forzata la porta, non abbiamo veduto il Giordano perchè nascosto sotto il letto. La Ciancella e i ragazzini sono rimasti sbalorditi; due di essi piangevano. La Rosaria è stata presa da una vera crisi nervosa con strepiti e torcimenti corporei come solo le plebee sanno fare.
Abbiamo scovato poi nella vanella un pupazzo sorretto da asta conficcata in un blocco di pietra di piperno, avente per faccia una maschera di cartapesta e in testa un cerchio cui pendavano 12 campanelli. Dalle tasche di quel simulacro d’uomo facevano capolino fazzoletti, catene d’orologio, borsette..
I ragazzi , allontanato Giordano , ci hanno mostrato come funzionava quel manichino e il più piccino di essi, Giovanni Esposito, ci ha mostrato alcune lividure causategli dalle scudisciate ricevute dal proprio Masto, Giordano. Detto monello, quasi per vendicarsi , ci ha detto che sotto il letto dove abbiam scovato il Giordano stava anche nascosta la tabella col regolamento scolastico. […] Alla presenza del loro masto invece i ragazzini hanno mostrato ritrosia e timore di testimoniare e non hanno più riaffermato ciò che avevano detto poco prima .
Alla presente allego spiegazioni che traggo dal mio libro ‘ usi e costumi della camorra’ : essa è una tradizione fedele che i Napoletani da secoli si trasmettono di padre in figlio.
[…] Teniate anche conto della narrazione qui di sèguito che un uomo degno di ogni rispetto depose davanti al magistrato Gaetano Amalfi:
“ Vicino casa mia abitava una famigliola non in buona fama. Durante la notte si udivano spesso grida strazianti di bambini. Io non sapevo a cosa render ragione, ma una volta, commettendo un atto poco discreto, giunsi a capire di cosa si trattasse. Sbirciai e vidi che il padre abbigliava una specie di fantoccio e con parecchi campanelli lo poneva in mezzo alla stanza. Poneva poi nelle tasche dell’abito del fantoccio fazzoletti e altri oggetti appetibili al furto; i suoi due figlioletti dovevano rubarli con tatto impercettibile e sveltezza senza far sonar I campanelli. Se vi riuscivano, toccava loro un ‘bravo!’. Se no, il che era più spesso, pugni , calci e ceffate, che qui chiamano ‘pàccheri di mano smerza’ e son dolorosissimi al volto di questi innocenti; li si colpisce con veemenza col dorso della mano e talora con l’avambraccio , causando anche frattura di ossa facciali. Di qui le grida disumane ”
Gli alunni di una scuola si distinguono da quelli di un altra per un segno speciale tatuato sul dorso della mano nel XVIII secolo;avevano I segni della ‘Chiorma del còre’ – chiorma della croce’ – ‘chiorma delle crucelle’ – ‘chiorma dell’aniéllo’ – ‘chiorma della chiave’ - ‘ chiorma della bannèra’ coi relativi tatuaggi. Oggi invece , fine 1800, è il nomignolo che distingue i componenti di una ‘paranza’ da quelli di un ‘altra. Cosi I marijuoli di Porta Capuana si fanno chiamare ‘I Grilli’, quelli di Forìa e dei Vergini ‘Serpi’ , quelli dell’Immacolatella alla Marina ‘Zoccole’ etc.
[nota: segue nelladescrizione minuzioso dizionario cifrato del gergo delle 4 paranze principali del centro città – ndr]
Ferdinando IV nel giugno del 1792 emanò un altro editto col quale ordinò che le isole Tremiti e Lampedusa, allora deserte, fossero abitate da tutti quei suoi avanzi di galera tanto era incontrollabile con le misure ordinarie l’ordine pubblico.
Ordinò il Re :
I – deportazione vita naturale durante di tutti i ladri di qualunque specie, una volta che sieno ricaduti nello istesso delitto.
II – deportazione di quei ladri che una volta esser stati servi della pena sieno torvati non applicati a qualunque mestiere e sieno vagabondi.
III – Dei aldri di campagna o di strada che in compagnia d’altri abbieno commesso di nuovo furti di destrezza o von violenza dopo aver scontato le loro previe condanne
IV – Deportazione di tutti i vagabondi recidivi
V- Deportazzioen di tutti I ladri che si trovano in galera .
I Saccolari, ottenuto il diploma di abilitazione, venivano divisi in apranze, cioè in gruppi. Ciascun gruppo aveva il mandato di scorazzare per un dato quartiere della città ed era capitanato da un ‘caporale’, per lo più efferato e sanguinario. Tale condottiero se ne stava presso qualche caffè o bottega dove aspettava I monelli che gli portassero gli oggetti rubati. […] oltre a far l’intercettatore, correva in aiuto del suo fanciullo-schiavo quando costui era inseguito dal derubato, fermando costui e minacciandolo con coltelli di prender altra via.
Il lettore che creda esser lo spalleggio dei caporali un’istituzione recente, è ingenuo. Sotto il Regno dei Vicerè di Spagna, Sovrano Filippo II, si notò che la maggior parte dei furti che si commettevano in questa città avvenivano per opera di minorenni guidati e spalleggiati da adulti e nel venerdi 2 settembre 1569 fu decretato dal Vicerè Pedro Perafàn de Ribera Duca di Alcalà de Henares,
“ I minorenni di anni 12 in su che commettono furti dentro le mura di questa città Capitale e de suoi Borghi, per la prima volta sieno puniti di frusta, per la seconda volta della frusta e della troncazione di tutte e due le orecchie e fino alla morte per la terza ”
Ma poichè tali pene non ebbero alcun effetto, lo stesso Re , dalla Spagna, fu costretto , data la gravità della condizione di ordine pubblico, nel sabato 21 maggio 1580, a emanare un altro editto, che fu rinnovato il 14 ottobre 1598 :
“ Per estirpare detti marijuoli ed acciocchè sieno conosciuti comandiamo che, venendo condannati a qualsivoglia pena per causa di furto, si debba lor fare nelle spalle un segno con ferro di cavallo infocato piccolo e dopo che avessero finito il tempo di lor condanna s’inquisissero di frusta e sieno per esso incarcerati, per qualsiasi indizio che vi sia, incorrano ipso facto alla pena di 10 anni di galera, ma se ne meritano maggior pena, si debba loro dare ”
Anche nel 1500 gli oggetti venivano, come tutt’ora a fine secolo XIX, dal caporale passati al rigattiere e dal ricavato se ne dava 1/ 4 al ladro, ¼ al caporale e metà si divideva fra gli altri componenti della paranza.
Talora, anzi spesso , se la vittima di furto fosse alquanto ricca e di nobil schiatta , veniva avvicinata direttamente dal caporale che chiedeva riscatto della refurtiva ad un prezzo certamente maggiore di quanto ne avesse potuto ricavare il rigattiere ricettatoreper la spartizione.
La paranza era costituita sulla ferrea collaborazione di ‘pali’, ‘caporali’ e ‘ladri’ – dato che venendo a mancare il principio dello star ‘uno per tutti e tutti per uno’ si sarebbe finita in fame, dato che i caporali e i ‘pali’ vivono sulle spalle dei ladri.
Spiegherò in seguito i crimini e come agiscano i criminali di peggior abiezione nella nostra città: I camorristi dediti all’omicidio, all’estorsione con violenza, al commercio di corpi umani adulti e adolescenti.
Abele de Blasio;da: ‘La malavita a Napoli , 1905’
[n. 1858 – m.1945]
Professore di medicina e fondatore e studioso dell’ antropologia fisica e criminale ed etnologia all’Università di Napoli nel XIX secolo.
infoLink: http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/blaiso.htm _________________ Don Pedro de Toledo
Il sonno della Ragione, della Coscienza e della Memoria genera i Napos; e per voi non ci sarà più scampo. Ci sarà solo Scampìa.
L'ultima modifica di Don Pedro de Toledo il 28 Mar 2008 - 18:52, modificato 2 volte |
|
| Top |
|
 |
Lotasquez Mappina inzuppata di pisciazza


Registrato: 29/02/08 12:23 Messaggi: 200 Residenza: Piazza Vanvigremlins
|
Inviato: 6 Mar 2008 - 11:37 Oggetto: |
|
|
| etichette: la sfaccimma dei creaturi |
|
| Top |
|
 |
|
|
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi
|
|