Hidalgo Velázquez Scarda di cesso


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Inviato: 25 Mar 2008 - 23:51 Oggetto: La nuova mappa della mala nel documento della Camera |
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CASTELLAMMARE DI STABIA (antdes) - Ecco come cambia la geografia della malavita nell’area sud di Napoli. In un documento della Camera dei Deputati sono state relazionate le nuove mutazioni genetiche delle organizzazioni criminali che operano nell’area stabiese - vesuviana. Una vera e propria mappa aggiornata della malavita, con tutte le novità dovute ad arresti e guerre di camorra varie. Secondo questa nuova indagine relazionata a Montecitorio dopo indagini della Dda, le bande camorristiche facenti capo a Valentino Gionta (nella foto a sinistra) (Torre Annunziata) e al defunto boss Michele D’Alessandro (nella foto a destra) (Castellammare) sarebbero entrambe organicamente legate a famiglie mafiose siciliane. Un lungo ponte dunque tra Campania e Sicilia che andrebbe così a formare il Regno delle Due Sicilie della malavita. Ma c’è un altro particolare che viene evidenziato dall’ultima indagine. E’ quello che porta alla continua espansione del clan Cesarano che, da Pompei, starebbe mirando sempre più su Castellammare.
Il sodalizio di Nanduccio di Ponte Persica del resto ha gestito il territorio senza che gli altri gruppi, di minore spessore, osassero contrapporglisi. La debolezza delle organizzazioni di Castellammare di Stabia - in primo luogo il clan D’Alessandro, decimato dagli arresti - parrebbe favorire i Cesarano in un’ulteriore espansione territoriale, anche in considerazione dell’interesse del suddetto a estendere la sua sfera di influenza su un’area destinataria di significativi stanziamenti pubblici. Il sodalizio di D’Alessandro appare ulteriormente in difficoltà per il conflitto in atto con il gruppo Maresca-Di Somma - nato per iniziativa di alcuni ex collaboratori dissociati - che ha assunto una propria identità criminale nel popoloso quartiere della Caparrina- S. Caterina.
Il comprensorio di Gragnano - S. Antonio Abate vede invece la presenza del clan Carfora- Fontanella che, sebbene decimato da recenti arresti conseguiti a indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, mantiene ancora saldamente il controllo delle estorsioni in particolare nel settore conserviero. Il gruppo Fontanella, dopo la scarcerazione per espiazione pena di alcuni esponenti apicali dello stesso, aveva operato una sorta di «salto di qualità» perché, non tralasciando le tradizionali attività illecite, aveva costituito una vera e propria società di servizi, naturalmente intestata a prestanome, per imporre il monopolio nei settori degli autotrasporti dei prodotti conservieri e della mediazione nella compravendita dei medesimi prodotti. A Pimonte ed Agerola continua, invece, il predominio dei clan Afeltra e Di Martino.
Cronache di Napoli 25/03/2008 |
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