Hidalgo Velázquez Scarda di cesso


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Inviato: 25 Mar 2008 - 22:35 Oggetto: Michelangelo Mazza: «Ciacione ucciso perché dava fastidio» |
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Giuseppe Perinelli, soprannominato “Ciacione”, era uno dei fedelissimi del boss Ettore Sabatino che si trasferirono nel rione Sanità all’epoca dell’alleanza con i Misso. Ma fu ammazzato proprio dai Misso, d’accordo con i Torino, perché stava diventando “ingombrante”. Parola di Michelangelo Mazza, che ha ricostruito la vicenda facendo nomi e cognomi dei presunti responsabili dell’omicidio: lui stesso, Maurizio De Matteo-Frenna, Nicola Torino ed Emiliano Zapata Misso.
Tutti, naturalmente, da ritenere estranei ai fatti narrati fino a prova contraria, così come le persone tirate in ballo per altre vicende collegate all’episodio.
«Secondo il ragionamento che faceva mio zio Giuseppe Missi- ha sostenuto Mazza il 20 giugno dell’anno scorso- Perinelli si era riavvicinato ai Lo Russo: aveva partecipato all’omicidio di Antonio Prota “’o malommo”, aveva rapporti con Giannino Pennello e si incontrava con Salvatore Lo Russo. La situazione poteva diventare pericolosa nel momento in cui sarebbe stato scarcerato Ettore Sabatino. Poiché Sabatino e Perinelli erano quasi la stessa cosa, questa situazione avrebbe potuto determinare un cambiamento di alleanze e di rapporti di forza in quanto il gruppo Sabatino avrebbe riallacciato i rapporti o sarebbe ritornato direttamente nel clan Lo Russo e così noi avremmo avuto un alleato in meno e un avversario in più. Peraltro, gli affiliati ai Sabatino vivevano nella Sanità e quindi avremmo avuto anche un problema in casa nostra».
Secondo il racconto del collaboratore di giustizia, le lamentele nei confronti della gestione del denaro effettuata da Giuseppe Perinelli erano molte e inoltre c’era stato anche un altro grave episodio. «Perinelli schiaffeggiò Pasqualina Pastore, convivente di Salvatore Torino, per una vicenda di droga: il fatto avvenne davanti a me. Dal carcere Salvatore Torino mandava messaggi con i quali chiedeva di punire Perinelli e mio zio diceva che non bisognava permettere l’incontro tra liberi tra Ettore Sabatino e Perinelli stesso, per cui quest’ultimo doveva essere eliminato prima del possibile ritorno in libertà di Sabatino».
(Dal quotidiano Il Giornale di Napoli del 25/03/2008 ) |
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