Hidalgo Velázquez Scarda di cesso


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Inviato: 22 Mar 2008 - 20:26 Oggetto: In manette capopiazza vicino agli scissionisti |
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NAPOLI - Secondo gli inquirenti è un “capo piazza” vicino agli scissionisti del clan Di Lauro, l’uomo arrestato a Melito nell’ambito delle indagini per contrastare lo spaccio di stupefacenti; era già sfuggito alle manette il diciassette marzo scorso, durante un altro servizio antidroga. Raffaele Carmine Caso, ventiquattrenne della zona di Secondigliano, è stato individuato e bloccato dai carabinieri della Aliquota Operativa della Compagnia di Giugliano in Campania. I militari stavano perlustrando il quartiere quando hanno notato il ventiquattrenne. Sono riusciti ad avvicinarsi a lui prima che tentasse la fuga ed a bloccarlo, sottoponendolo a fermo di indiziato di delitto per detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli elementi raccolti dai carabinieri nel corso delle indagini, hanno portato a ritenere che Caso sia uno dei “capopiazza” di spaccio attivi nelle zone controllate dagli scissionisti del clan Di Lauro e proprio per loro gestisca una delle piazze di spaccio. Il giovane era già finito nel mirino delle forze dell’ordine il diciassette marzo scorso, ma era sfuggito agli arresti. Nella circostanza i carabinieri avevano individuato una piazza di spaccio nella zona di Melito, in via Lussemburgo, gestita da tre uomini. Guidati dall’insolito andirivieni di persone, in particolar modo di giovani, tipico delle zone dove si consuma il narcotraffico, i carabinieri stavano monitorando la situazione ed erano riusciti ad individuare gli spacciatori, distinguendoli tra i clienti. Osservando le mosse degli assuntori i militari avevano notato chi si occupava di contrattare con loro, chi incassava il denaro e chi, infine, consegnava loro gli stupefacenti. Dopo aver avuto chiara la situazione erano passati all’azione, cercando di bloccare il terzetto prima che potesse darsi alla fuga.
Salvatore Criscito e Gianluca Giannino non avevano avuto scampo. Non si erano accorti della presenza dei militari se non quando era ormai troppo tardi. Con le forze dell’ordine a pochi passi, non erano riusciti nemmeno ad accennare una fuga quando sono stati bloccati e sottoposti agli accertamenti del caso, finendo poi con le manette ai polsi. Caso aveva invece avuto più fortuna.
Approfittando del putiferio che si era venuto a creare durante le fasi degli arresti, era riuscito rapidamente ad allontanarsi dalla zona fino a far perdere le proprie tracce. Una fuga che però è servita soltanto ad allontanare le manette, arrivate una manciata di giorni dopo. Nel corso delle successive indagini il giovane è stato riconosciuto, ai carabinieri restava il compito di intercettarlo e di assicurarlo alla giustizia. Identificato e bloccato a Melito, il ventiquattrenne questa volta non ha avuto scampo. I militari gli hanno stretto le manette ai polsi, sottoponendolo a fermo di indiziato di delitto per detenzione illecita e spaccio di stupefacenti. Dopo le formalità di rito, Raffaele Carmine Caso è stato condotto presso la casa circondariale di Poggioreale.
Cronache di Napoli 22/03/2008 |
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