|
Sdg - Il forum La sfaccimma di tutte le community da Garbage City
|
| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
Ferrante della Marra Assorbente di pruvasa


Registrato: 29/02/08 02:13 Messaggi: 280 Residenza: Munnezzopoli
|
Inviato: 19 Mar 2008 - 14:04 Oggetto: Stella: Le grida contro chi è del Nord e 'non capisce' |
|
|
Gian Antonio Stella
Il Corriere della Sera online, 31 ottobre 2006
Le grida contro chi viene dal Nord e «non capisce» la città
C'è ’o sole, ’o mare, ’o babà, ’a sfogliatella, ’a granatina, ’o presepe e se volete possiamo andare avanti a scrivere di quanto è bella e colta e gentile Napoli e quanto è migliorata con Bassolino rispetto ai tempi di Pomicino e con Pomicino rispetto ai tempi di Lauro e con Lauro rispetto ai tempi di Liborio Romano e giù giù ai tempi di Franceschiello... Ma servirebbe?
Ieri sera è arrivato il 72˚morto ammazzato del 2006 e i dati sono questi: con un ventesimo della popolazione italiana, il capoluogo campano e la sua provincia ospitano un nono di tutti gli omicidi. Certo, sarebbe ingeneroso non riconoscere al Governatore diessino e a Rosa Russo Iervolino qualche buona ragione, quando si lagnano di chi della loro città non vede le cose positive fatte negli anni.
Chi conosce un po’ Napoli sa che non esiste in Europa una città più complicata da amministrare. E sa che non c’è niente di più facile che intingere il pennino negli aspetti più insopportabili. La camorra, il racket, gli scippi, la truffa alle assicurazioni, il mercato nero di griffe false... Provateci voi, dicono. Provateci voi a governare una città dove lo Stato ne ha sbagliate troppe e già Montesquieu scriveva che «non c’è palazzo di giustizia in cui il chiasso dei litiganti e loro accoliti superi quello dei tribunali di Napoli» giacché «lì si vede la Lite calzata e vestita». A risolvere il dramma della spazzatura che si trascina da quando i commissari dell’inchiesta parlamentare di Stefano Jacini inorridivano per la «nauseabonda sozzura che si riscontra nei contadini del Napoletano».
A trascinare fuori la città e il suo hinterland sgarruppato dall’incubo di una disoccupazione atavica, dove già nel 1863 i carabinieri che volevano smascherare dei pompieri abusivi (tutti i pompieri, volevano fare) furono presi a fucilate. Tutto vero. Tutto giusto. La realtà, però, è sotto gli occhi di tutti. Sono sicuri, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, di fare davvero un buon servizio a Napoli e ai napoletani, levandosi ogni volta a difendere il decoro della loro città contro chi «non capisce »? Perché, diciamolo, sempre così finisce: Giorgio Bocca scrive «Napoli siamo noi» dove denuncia la delusione per la drammatica sfioritura della «primavera napoletana »? Non capisce. Roberto Saviano scrive quel formidabile atto di accusa che è il libro «Gomorra»? Non capisce. L’Espresso fa una copertina titolandola «Napoli addio »? Non capisce.
Michele Santoro dedica una puntata di «Anno Zero» al cancro che pare divorare questa città amatissima che è nel cuore di tutti? Non capisce. Anni fa, dopo l’ennesima denuncia, lo scrittore Domenico Rea si sfogò: «Ho scritto venti libri su Napoli, migliaia di articoli, sono napoletano da cinquemila anni: resto sempre molto sorpreso quando arriva un giornalista dal Nord che in pochi giorni, o in pochi mesi, pretende di scoprire quel che io non ho visto in 72 anni». Ma è davvero così? C’è «un’altra Napoli» che viene quotidianamente sfigurata e stravolta e stuprata solo dal pressappochismo, magari un po’ razzista, dei polentoni? Aleggere il Corriere del Mezzogiorno, il suo «Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità», i commenti dei suoi editorialisti, nella stragrande maggioranza meridionali, non è così.
I primi a porre il problema della mancanza d’ossigeno civico, oggi, a Napoli, sono i napoletani. Capitale di una regione che ha un decimo della popolazione italiana ma produce solo un quindicesimo della ricchezza nazionale, che ha gli stessi abitanti ma esporta meno di un settimo del Nordest, che ha un ottavo di tutte le pensioni d’invalidità, che piazza quattro centri (Casalnuovo, Lettere, Crispano e Melito) agli ultimi quattro posti per reddito pro capite dei comuni italiani, che ha visto negli ultimi anni sciogliere per rapporti con la criminalità ben 71 Comuni (più che tutto il resto d’Italia messo insieme) Napoli appare sempre di più, perfino al di là dei meriti e degli errori di chi l’amministra, come la grande emergenza nazionale.
Il 33% dei ragazzi intervistati attraverso il «Questionario» dell’Associazione Studenti Napoletani contro la camorra ha dichiarato di aver subito almeno una aggressione. I Comuni sciolti per camorra in provincia sono 39, sette dei quali sciolti due volte. Carabinieri, polizia e finanza nel solo 2005 hanno sequestrato 90 chili di eroina, 294 chili di cocaina, 2.104 chili di marijuana... Per non dire del racket che strangola le attività economiche. Il dossier «SoS impresa » della Confesercenti di Napoli denuncia «un "prelievo" che costa complessivamente alle imprese 77 miliardi di euro di cui quasi 30 miliardi escono dalle tasche dei commercianti per finire in quelle dei mafiosi». Le «assicurazioni» offerte dal racket in cambio di protezione sono «aumentate in media del 30% ed in alcuni casi, con l’introduzione dell’euro, addirittura raddoppiate. Un salasso che negli ultimi cinque anni ha provocato la chiusura di 357 mila imprese».
Un negozio del centro paga alla camorra da cinquecento a mille euro al mese, un supermarket tremila, un cantiere edile dal 5 al 7% del lavoro. Ottantamila negozianti hanno «posizioni debitorie, di cui almeno 8.000 con associazioni per delinquere di tipo mafioso finalizzate all’usura».
Antonio Bassolino, disperatamente deciso a difendere non solo l’immagine della città ma anche quella del suo lavoro in questi anni, dice che sì, certo, i napoletani «sono seduti su un vulcano», ma l’esercito no, l’esercito non lo vuole. E con lui, salvo dissensi, sembrano schierate anche le altre autorità locali. Può darsi abbiano ragione. Ma certo l’emergenza c’è. È sotto gli occhi di tutti. E non serve a niente esorcizzarla con qualche grido di dolore contro chi «non capisce ». |
|
| Top |
|
 |
Ferrante della Marra Assorbente di pruvasa


Registrato: 29/02/08 02:13 Messaggi: 280 Residenza: Munnezzopoli
|
Inviato: 19 Mar 2008 - 14:16 Oggetto: |
|
|
A dimostrazione che anche Stella "non capisce":
Caserta- Rifiuti, Mauro Giaquinto attacca il giornalista Gian Antonio Stella del Corriere della Sera
(non è un articolo in risposta a quello di Stella riportato qui sopra, ma almeno rende l'idea)
| Citazione: |
CASERTA - (di Mauro Giaquinto) Abbiamo ricevuto e pubblichiamo volentieri la lettera che Mauro Giaquinto, Presidente casertano del Comitato della Due Sicilie ha inviato al direttore del Corriere della Sera per contestare un articolo a firma del giornalista Gian Antonio Stella, quello stesso giornalista che ha pubblicato il libro sulla “Casta”. Ci sembra interessante il punto di vista di Giaquinto. “Al Direttore del Corriere della sera, in questi giorni di emergenza rifiuti in Campania, i quotidiani stanno pubblicando di tutto. C’è chi nei propri articoli colpevolizza la popolazione, che si è opposta alle discariche; c’è chi punta il dito contro i politici, rei di aver sperperato soldi pubblici, senza risolvere il problema e c’è chi come Gian Antonio Stella ha elaborato un articolo, pubblicato dal suo giornale il 10 gennaio u.s., in cui ha “riesumato” le dichiarazioni degli stranieri venuti a Napoli, 3 o 4 secoli fa e che registrarono una immagine pessima della città, indicando la nostra come terra di sudiciume e di colera. Il giornalista in questo articolo, sembra che abbia voluto inizialmente sparare sul mucchio e successivamente poi raddrizzare il tiro, facendo cenno ad altrettanti giudizi negativi emessi nei confronti di altre città del Nord, questa volta però senza indicarne il contenuto. Ma non è questo il motivo della mia missiva. In un momento così delicato, in cui ciascun cittadino della Campania è esposto a gravi rischi di salute, l’articolo di Stella sembra francamente strumentale e a dir poco fuori luogo. Del resto quando vi fu l’emergenza rifiuti a Milano dieci anni fa, tra l’altro risolta brillantemente, nessun giornalista si sognò di far riferimento al periodo della peste verificatasi nella città ambrosiana e che la nostra manzoniana memoria scolastica ricorda, senza andare a ricercare negli archivi i giudizi espressi dai visitatori stranieri. Sicuramente ci saremmo aspettati un altro articolo, da un giornalista come Stella che, bisogna dargli merito, ha avuto il coraggio di rendere noto a tutti il sudiciume della politica nel suo libro “La Casta”. Almeno da lui ci saremmo aspettati un articolo che riportasse la verità dei fatti, che è scomoda e che, a quanto pare, nessuno vuol tirar fuori. Nessuno dice che l’IMPREGILO, una società del Nord, vinse alla fine degli anni 90 la gara d’appalto messa a bando dalla Regione Campania per la realizzazione del termovalorizzatore e di alcuni impianti di Cdr. Tale impresa con le sue consociate FIBE, FIBE CAMPANIA e FISIA, mise in atto un progetto che si è dimostrato, a dir poco inefficace e che, grazie alla connivenza delle istituzioni locali, colpevoli di non aver effettuato i dovuti controlli, sono accusate a quanto pare, di non aver rispettato le norme contrattuali. Per questo motivo, la magistratura ha disposto alle aziende in questione, l’interdizione per un anno dalle gare pubbliche, un sequestro preventivo di 750 milioni di euro alla IMPREGILO ed ha rinviato a giudizio una ventina di persone, tra i quali dei funzionari ed gli amministratori delegati delle stesse imprese, ed inoltre l’attuale governatore della Regione Campania che fu anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti fino ai primi mesi del 2004. Se ancora oggi, quindi, le nostre zone sono così martoriate, tanto da essere considerate terre di sudiciume e di colera, la responsabilità non va, pertanto, ricercata tra la gente comune, che forse ha la colpa di essere scesa in piazza solo adesso, ma invece va ricercata altrove. Sono queste le notizie che noi vorremmo iniziare a leggere su un quotidiano “serio” come quello da Lei diretto, perché qui al Sud, siamo ormai stanchi di essere sempre considerati responsabili, in qualsiasi circostanza, di tutti i problemi del paese e non invece, come anche in questo caso, vittime di complotti messi in atto dai capitalisti avallati dai politici locali. Siamo stanchi di leggere articoli di chi, invece di fare informazione, in maniera strumentale coglie sempre l’occasione per criminalizzare o denigrare i meridionali o come si sta facendo adesso, boicottare i prodotti del Sud. F.to Mauro Giaquinto, Presidente Comitato delle Due Sicilie “Terra di Lavoro”.(* Presidente del Comitato della Due Sicilie “Terra di Lavoro” , Inviato dal giornalista Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
|
|
|
| Top |
|
 |
|
|
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi
|
|