Hidalgo Velázquez Scarda di cesso


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Inviato: 25 Mar 2008 - 22:34 Oggetto: Michelangelo Mazza: «Murolo fu ammazzato dai Sabatino» |
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| Citazione: | | «Vincenzo Murolo, referente dei Licciardi, fu ammazzato dai Sabatino per dare a noi Misso un segnale di concretezza». |
Era il 20 giugno 2007 quando Michelangelo Mazza della Sanità, 34enne nipote del ras Giuseppe Misso “’o nasone”, chiarì uno degli omicidi degli ultimi anni apparsi meno chiari agli inquirenti. Secondo il collaboratore di giustizia, che aveva un ruolo di vertice nel clan, Murolo fu l’agnello sacrificale scelto dal gruppo Sabatino per farsi accogliere nel rione Sanità. Ma essendo un personaggio di secondo piano nella cosca Licciardi, non fu quel delitto a sancire la nuova alleanza, stabilitasi solo successivamente. Ecco quanto ha dichiarato, con la premessa che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.
«Gli esecutori materiali- ha sostenuto Michelangelo Mazza- furono Giuseppe Perinelli, Valcarenghi e Nicolo Torino. Posso riferirlo perché qualche giorno dopo il delitto, essendo abbastanza frequenti i rapporti tra noi, ebbi modo di assistere a una lite che ci fu tra loro. Fu determinata dal fatto che Perinelli accusava Valcarenghi di aver dimostrato frettolosità nell’esecuzione dell’omicidio. Valcarenghi mi spiegò che in tre erano partiti dalla Sanità , percorrendo la salita dello Scudillo per sbucare ai Colli Aminei, più o meno all’altezza della Standa e colpire Murolo. Il viaggio d’andata era stato fatto con due ciclomotori Runner ed era intenzione di Perinelli ripercorrere la stessa strada per fare rientro nel quartiere Sanità dopo il delitto”. Ma, secondo il racconto del pentito, al ritorno improvvisamente i piani cambiarono.
“Qualcuno- ha aggiunto Michelangelo Mazza nel corso dello stesso interrogatorio- venne preso dalla paura e non si mostrò professionalmente all’altezza della situazione, tanto che uno dei due ciclomotori restò abbandonato accanto al muro che chiude la salita dello Scudillo quando si arriva ai Colli Aminei. Perciò tutti e tre dovettero salire su un solo Runner 180 percorrendo una strada diversa da quella dell’andata e più pericolosa poiché scesero costeggiando il Cto, per poi fare rientro alla Sanità. La persona che sparò fu Valcarenghi”.
Erano le 13 e 30, proprio mentre da alcune vicine scuole uscivano i ragazzi, quando tre sicari entrarono in azione in viale degli Astronauti, a cento metri dalla “Standa” di viale Colli Aminei e nel cuore del mercatino rionale. Vincenzo Murolo, 31enne di via Emilio Scaglione 504, stava parlando con un 19enne venditore ambulante di piccoli oggetti a poco prezzo. Nei pressi di un bar su di loro si abbattè una pioggia di piombo, con otto proiettili che centrarono l’obiettivo del raid alla testa, al viso e al collo. Mentre una sola pallottola colpì il commerciante, incensurato ed estraneo alla malavita, penetrando dalla spalla e sfiorando il polmone destro. Per fortuna le sue condizioni migliorarono con il passare delle ore fino alla guarigione.
(Dal quotidiano Il Giornale di Napoli del 25/03/2008 ) |
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