Hidalgo Velázquez Scarda di cesso


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Inviato: 26 Mar 2008 - 23:36 Oggetto: «Ciro Russo fu ammazzato per ordine di Mazzarella» |
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«Fu Vincenzo Mazzarella che affrontò l’argomento dell’eliminazione di Ciro Russo, dicendo che si trattava di una persona ormai schierata con i Lo Russo e che se fosse stato ucciso avremmo potuto aiutare i “Faiano” a riprendere il controllo del quartiere». A svelare altri particolari inediti sull’omicidio del capoclan dei Quartieri Spagnoli Ciro Russo (avvenuto a Boscoreale per una precisa scelta strategica) c’ha pensato il 20 giugno 2007 Michelangelo Mazza.
Ecco cos’ha dichiarato, con la consueta premessa che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria. “Non bisogna - ha sostenuto il nipote del ras Giuseppe Misso “o’ nasone”, anch’egli collaboratore- mai dimenticare che, durante il periodo della faida i Mazzarella e il gruppo Contini, in realtà il gruppo di fuoco che ammazzava gli esponenti del gruppo Mazzarella era la batteria di Ettore Sabatino e cioè il clan Lo Russo. Loro quindi, avevano un odio verso tutti coloro che avevano partecipato a quello scontro armato. Io parlavo con Vincenzo Mazzarella attraverso Umberto Ponziglione “o’ vecchio”, ma poi ci incontravamo di persona”.
Il 34enne pentito del rione Sanità ha raccontato che il boss Vincenzo Mazzarella, soprannominato “o’ pazzo”, ci mise tempo a convincerlo sull’opportunità di eliminare il figlio del defunto ras Domenico Russo, “Mimì dei cani”. Anche perché Michelangelo Mazza e Ciro Russo si erano frequentati diventando amici pur provenendo da quartieri diversi.
“Vincenzo Mazzarella mi rassicurava dicendomi che avrebbero curato loro l’esecuzione del delitto e io manifestavo le mie perplessità poiché avevo commesso gravi delitti insieme ai fratellastri di Ciro Russo e avrei voluto evitare il pericolo rappresentato da un’eventuale collaborazione di qualcuno che, dopo l’uccisione di un fratello, avrebbe potuto accusarmi. Ritenevo poi che ammazzando Ciro Russo avremmo ancora di più buttato la famiglia Russo nelle braccia dei Lo Russo. Per farmi superare le perplessità, mi venne detto che Ciro Russo era di Boscoreale e aveva nemici anche nella zona vesuviana: quindi non si sarebbe capita subito l’origine dell’agguato”. ANNA AMATO
Il Giornale di Napoli del 26/03/2008 |
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